Inserito da: rossimarko | 9 Luglio 2009

Riflettere e giudicare

Riflettere è considerevolmente laborioso; ecco perché molta gente preferisce giudicare.

Josè Ortega

Inserito da: rossimarko | 7 Luglio 2009

Inceneritori – La grande bufala

Inserito da: rossimarko | 4 Luglio 2009

Il costruttore del NUOVO

Articolo di Pierluigi Paoletti pubblicato su Arcipelago SCEC: Il costruttore del NUOVO

C’è una domanda fondamentale a cui non si può rispondere se non dopo una profonda analisi personale:

Si può costruire qualcosa di nuovo, libero; uno spazio dove la Šolidarietà reciproca sia la norma e dove non ci siano secondi fini e manipolazione?

La mia risposta e che si può, ma solo dopo aver abbandonato i vecchi schemi di pensiero e di approccio. Il nuovo mal si concilia con gli schemi di potere, complotti, corruzioni. Il nuovo non si può costruire solo nella forma, ma nella sostanza rimanere vecchio perché si disintegra da solo in un battito di ciglia. Il nuovo deve essere nuovo nella forma e nella sostanza perché è il solo modo che ha per poter crescere e radicarsi profondamente.

Le persone sono dotate di un sesto senso, che per adesso è molto “sonnacchioso” ma che avrà un peso molto importante nel prossimo futuro e quelllo è l’INTUITO.
Se di nuovo si deve parlare questo deve essere fino in fondo altrimenti la partita è persa in partenza. Filtrate, usate il vostro intuito per verificare la veridicità di qualcuno che vi sta prospettando un qualcosa, da un lavoro, alla vostra adesione ad un progetto come ArcipelagoŠCEC. Se vi risuona dentro senza attriti allora andate avanti e così fate ogni volta che vi viene richiesta un’azione.

Chi si avvicina al “nuovo” pensando di manipolarlo, averne ritorni, ottenere potere ecc. viene respinto perché non sarà in armonia con l’essenza del nuovo, perché vorrà replicare i suoi schemi in quel nuovo che invece, essendo nuovo, sfugge a tutto ciò.

La stessa cosa accade anche a chi porta con sé i suoi conflitti interiori e cerca di affermare se stesso/a replicando vecchi schemi di conflitto/comportamento anche nel nuovo che però, essendo nuovo, non può accettare che questo avvenga e per questo scatta la disarmonia e l’impossibilità di intraprendere un percorso comune verso una meta che si delinea man mano che andiamo avanti nel cammino.

A volte questo accade volontariamente, molto spesso invece è un atteggiamento involontario che produce però gli stessi effetti di allontanamento perché le disarmonie sono evidenti. Molti credono che perché si parla di gratuità-solidarietà-libertà ci si faccia manipolare facilmente e allora si avvicinano pensando di cavalcare a proprio vantaggio un “filone” oggi di moda, altri riflettono involontariamente le loro aspettative frustrate che avevano riposto nel mondo e nella società in questa avventura aspettandosi che qualcuno “cali” magicamente dall’alto “LA SOLUZIONE”. Ovviamente questo è un aspettare vano perché il nuovo non è PASSIVO ma è un comportamento ATTIVO che richiede comportamenti continui e costanti pieni di interazioni con gli altri compagni di viaggio.

In entrambi i casi le frustrazioni e gli attriti aumentano fino all’autoesclusione con enorme rabbia e ulteriore frustrazione per gli (auto)esclusi.

Il costruttore del nuovo è colui che si avvicina senza aspettative. Nessuno conosce il punto di arrivo, ma ognuno sarà l’artefice dei piccoli passi quotidiani, quasi impercettibili, che portano lontano e costruiscono compiutamente il disegno che ancora non esiste.

Il costruttore del nuovo è colui che vede cosa c’è da fare e non aspetta che qualcuno gli dica cosa fare, ma sapendo quali sono le sue caratteristiche e le sue professionalità si mette al lavoro senza che nessuno debba ringraziarlo per questo.

Il costruttore del nuovo sa di non essere da solo a costruire la strada e che per questo usa molto il rispetto e mette in pratica ciò che ha imparato sino ad oggi essendo però disposto a cambiare in qualsiasi momento se questo agevola la realizzazione del nuovo.

Il costruttore del nuovo è colui che partecipa ai processi decisionali perché il nuovo non ha gerarchie, ma è anche rispettoso del lavoro che è stato fatto dagli altri in precedenza e si inserisce armonicamente rispettando e essendo rispettato a sua volta.

Il costruttore del nuovo non ama il potere che appartiene solo al “vecchio”, ma se necessario si mette in evidenza con puro spirito di servizio.

Il costruttore del nuovo sta più nel cuore che nella mente.

Il costruttore del nuovo sa che, proprio perché il nuovo ancora non esiste, dovrà affrontare e sostenere chi ancora non è in grado di supportare la sua “visione”

Il costruttore del nuovo sa che vedrà molte persone avvicinarsi e molte allontanarsi

Il costruttore del nuovo non si prende troppo sul serio ed è sempre disponibile a ridere e scherzare

Il costruttore del nuovo non ha ostacoli perché è abituato a superarli

Il costruttore del nuovo ha fiducia nei suoi compagni di viaggio

Il costruttore del nuovo sa che ogni sua azione è importante e produce un effetto e per questo riflette bene prima di agire.

Non è facile fare il “costruttore del nuovo”, ma non è nemmeno difficile, richiede solo di iniziare a pensare fuori dagli schemi ed essere ben disposti a intraprendere un viaggio comune in acque inesplorate.In ogni caso questo viaggio è una occasione di crescere insieme agli altri, alcuni sono pronti e altri ancora non lo sono perché il nuovo non è fatto per chi scappa da se stesso, perché il nuovo non siamo che noi che cambiamo insieme al mondo che ci circonda.

Inserito da: rossimarko | 27 Giugno 2009

Pierluigi Ighina

Filmato che mostra alcune applicazioni delle ricerche di Pierluigi Ighina (ricercatore di Imola): una macchina per evitare i terremoti e una che allontana le nuvole. Breve intervista proveniente da Report (RAI 3)

Inserito da: rossimarko | 13 Giugno 2009

Presentazione dell’Anticasta a Faenza

Vi consiglio la visione dei video della presentazione del libro Anticasta, l’Italia che funziona a Faenza, con Marco Boschini e Michele Dotti: Presentazione a Faenza

Inserito da: rossimarko | 7 Giugno 2009

I bambini vedono, i bambini fanno

Grazie a Marco Boschini per la segnalazione di questo video:

Inserito da: rossimarko | 7 Giugno 2009

Aristotele – Moneta

Taluni ritengono la moneta un non-senso, una semplice convenzione legale, senz’alcun fondamento in natura, perché, cambiato l’accordo tra quelli che se ne servono, non ha più valore alcuno, e non è più utile per alcuna necessità della vita, e un uomo ricco di denari può spesso mancare del cibo necessario.

(Aristotele, “Politica”, libro primo, 9, 1257 b; Ed. Laterza, 1972).

Inserito da: rossimarko | 29 Maggio 2009

Giovanni Falcone

“Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola. “

(Giovanni Falcone)

Inserito da: rossimarko | 27 Maggio 2009

Matteo – Una storia straordinaria

Dal blog di Stefano Montanari vi riporto una lettera della dottoressa Antonietta Gatti che descrive la storia di Matteo Dall’Osso, un ragazzo malato di sclerosi multipla che è riuscito a guarire dalla sua malattia: Una storia (stra)ordinaria

L’audio lo potete riascoltare qui: http://www.antonioamorosi.it/?p=731

Ieri sono andata a Bologna per una trasmissione radiofonica ed ho usato l’automobile.
L’ho parcheggiata, l’ho chiusa e sono andata al mio appuntamento. Una volta tornata, quando ho fatto per ripartire, mi sono accorta che la batteria era andata a zero e il motore non voleva accendersi. Prima ancora di pensare al da farsi, Matteo mi ha detto che mi avrebbe aiutato a ripartire.
Pensavo che avesse dei cavi nella sua macchina per ricaricare la mia batteria.
Nossignore: ha dato una bella spinta e l’auto è ripartita.
La storia di per sé sarebbe insignificante se non fosse per un particolare : Matteo ha la sclerosi multipla e fino al 2006 non camminava, non vedeva più da un occhio, non parlava e aveva perduto la capacità di muovere le mani. Gli restava l’uso di un pollice che ruotava in basso o in alto per comunicare con il mondo. Chi vuole può leggere la sua storia andando su www.matteodallosso.org.

Come è possibile che una persona con sintomi espliciti, di una malattia così terribile, con una diagnosi  uscita da due importanti ospedali su esami inappuntabili, condotti anche su base genetica, sia ritornata dall’inferno? … (continua sul blog di Stefano Montanari)

Inserito da: rossimarko | 24 Maggio 2009

Dall’economia del denaro all’economia del donare

Dall’economia del Denaro all’economia del Donare
Dall’Euro allo SCEC…

Tratto dal sito: Arcipelago SCEC

Guardate come cambia il significato di una parola invertendo solamente il posto a due vocali, la E e la O della parola DENARO http://www.ilconsapevole.it/articolo.php?id=6941

Cambia tutto, cambia il mondo.

Da un’economia che sul DENARO ha fondato da millenni il suo potere, caricandolo di significati di sopraffazione, egoismo, avidità, schiavitù, si può passare solo attraverso questo semplice spostamento, nella economia del DONARE dove ciascuno fa un piccolo passo indietro e mette l’IO dietro al NOI. Dove un piccolo dono rende florida e abbondante una comunità.

Ci piace parlare di comunità e non di economia perché la comunità è l’insieme delle persone e non è spersonalizzante e fredda come i termini economia, mercato ecc.

Sul DENARO si è fondato l’impero del vitello d’oro che così tanto fece arrabbiare il buon Mosè quando scese dal Sinai.

Intendiamoci, il denaro in sé non è una cosa cattiva, è un semplice strumento come tanti altri, ma aggiungendoci il debito alla sua immissione nella comunità, diventa facilmente un enorme strumento di potere per il creditore e quindi di sopraffazione, di distruzione, uno strumento che dispensa carenza e povertà e trasforma le persone rendendole violente e aggressive rubandogli l’anima http://www.centrofondi.it/report/Report_Centrofondi_2008_nov_2.pdf e questo fu sicuramente il motivo che fece arrabbiare così tanto sia Mosè che Gesù nel tempio che se la prese con i cambiavalute, o che fece proibire il prestito con interesse nel Corano.

Chi come noi analizza il mondo economico e monetario lo sa bene, questa è l’economia che trasforma l’essere umano di solito docile e sociale in un essere avido, pauroso, triste, che vede il futuro e la vita come una sofferenza continua e tutto questo, solo aggiungendo un piccolissimo tasso di interesse al meccanismo di creazione monetaria http://www.centrofondi.it/report/Report_Centrofondi_2008_ott_1.pdf .

Fare il passaggio dall’economia della distruzione (Denaro creato con tasso interesse) all’economia del Donare è fare “salto quantico” che richiede un’adeguata grammatica logica.

Se il Denaro basato sull’indebitamento ti domanda sempre il perché fai una cosa e quanto ci guadagni, al contrario lo scambio basato sul Donare è un atto di rinuncia, incomprensibile nel mondo del Denaro, che non chiede il perché e quale sarà il ritorno di questa azione, ma vede le cose con un’ottica più ampia e sa che dal suo piccolo atto di rinuncia tutta la comunità sociale ed economica potrà trarre giovamento.

Attraverso questo passaggio logico si arriva a capire la filosofia che sta alla base del progetto di ArcipelagoŠCEC. La Šolidarietà ChE Cammina è una rinuncia (Donare) fatta dal partecipante al circuito che offre un bene od un servizio ad una percentuale del prezzo in euro (Denaro). Lo ŠCEC non è altro quindi che il simbolo e la rappresentazione grafica di questo atto, una sorta di attestato che permette a chi lo fa circolare di far vedere che partecipa attivamente all’economia del Donare.

Lo ŠCEC quindi non rappresenta altro che un metro della Šolidarietà ChE Circola in una comunità che ha scelto di rinunciare ad una percentuale del prezzo pagato con il Denaro.

Ha quindi valore lo ŠCEC?

Per noi ha un valore immenso, ma non nel senso che gli attribuiamo nella economia del Denaro. Di per sé non è altro che un pezzo di carta colorato che testimonia lo scambio di atti di liberalità che i partecipanti ad un circuito, locale, regionale, nazionale o perché no, anche internazionale, si sono promessi di fare reciprocamente.

Non ha valore, non è convertibile in denaro, chi ha ricevuto ŠCEC ha solo la promessa non la garanzia che potrà ricevere dal circuito questo Dono ed a lui starà cercare e trovare chi potrà scambiarsi la Šolidarietà e questo si concretizza e si rinnova ad ogni nuova rinuncia.

Lo ŠCEC trascende anche il concetto stesso di moneta intesa nel senso dell’economia del Denaro non portandosi dietro il concetto di valore.

Maggiore è la quantità di ŠCEC in circolazione e maggiore è la fiducia e la ricchezza che passa di mano in una comunità. Se vogliamo, l’azione dell’economia del Donare condiziona anche quella del Denaro.

Come?

Facendo rimanere e circolare il Denaro all’interno della comunità che adotta anche il Donare.

Secondo noi la Šolidarietà si può anche Contare perché è un’entità numeraria che al contrario dell’economia del Denaro non perde valore, non si svaluta, non si inflaziona.

Per questo infatti abbiamo creato il ContoŠCEC che non è altro che una contabilità della Šolidarietà ChE Circola tra gli aderenti, quanta è disponibile e quanta ognuno ne ha. Una sorta di pallottoliere virtuale che aiuta a far lavorare insieme le due economie, quella del Denaro e quella del Donare, nell’attesa che dal Denaro venga tolto quel virus, quella malattia distruttiva che si chiama indebitamento e che possa tornare quindi ad essere solo uno strumento neutro di misura del valore. In quel momento la funzione di misurare anche la Šolidarietà svanirà perché non ci saranno più gli atteggiamenti tipici dell’economia del Denaro collegato all’indebitamento (avidità, paura, egoismo, sopraffazione ecc.).

ArcipelagoŠCEC distribuendo alle persone, famiglie, pensionati gli ŠCEC è come se anticipasse la Šolidarietà che si materializzerà ogni qualvolta chi offre servizi, vende una merce, produce un bene accetterà questi biglietti di carta per una percentuale del prezzo in euro tenendo fede alla promessa fatta quando è entrato nel circuito della Šolidarietà ChE Cammina.

Sull’aspetto fiscale per noi non ci sono dubbi:

si può tassare la Šolidarietà, un Dono, una rinuncia? Ovviamente no.

Facciamo circolare la Šolidarietà, associamoci e facciamo associare i nostri amici al circuito di ArcipelagoŠCEC. Facciamo rete fra coloro che hanno una visione del mondo che non si ferma al puro business, scambiamoci reciprocamente un atto d’amore rappresentato dallo ŠCEC. Una piccola azione che cambia il mondo, senza sforzo.

« Articoli più recenti - Articoli precedenti »

Categorie